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[CG/Disney/Faërie] The Sleeping Beauty 1/6

  • Oct. 21st, 2009 at 7:41 PM
FilAuro abbraccio
Serie: Code Geass in ambientazione disneyiana, con notevoli variazioni sul tema (ecco perché ci ho messo tutto questo tempo).
Capitolo: 1/6 + epilogo (come le CLAMP).
Rating: PG (per ora).
Disclaimers: Code Geass non l'ho creato io, ma le zie CLAMP, che lo hanno lasciato fangirlizzare alla Sunrise.
Nota1: Non conoscete Code Geass? Ebbene, non fa niente! Non è implicata in nessun modo la trama dell'anime: mi sono attenuta solo alla caratterizzazione generica dei personaggi, che in altro contesto saranno anche un pochino diversi da come siete abituati a vederli... Quindi chi non conosce potrà leggere senza problemi, e chi già conosce potrebbe vederne di belle. ;)
Nota2: Commentate e fatemi sapere che ne pensate!
Nota3: Faërie, che figura assieme a "Code Geass" e Disney... Come spiegarlo? E' qualcosa che mi ha fatto 'conoscere' quell'uomo meraviglioso di Tolkien, col saggio "Sulla fiaba", i suoi libri e racconti, che mi hanno rapito un pezzo di cuore. E' il mondo delle fate, alter ego del nostro mondo umano... Visto che ha una parte non secondaria in molti passaggi della storia (non solo come "apparizione" delle tre fate e Maleficent, come nella versione Disney), che determina molti dei 'meccanismi' sotto la narrazione, non potevo non esplicitarlo.
Beta: [info]taurie_2020 . Grazie cara. ^_^


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C’erano una volta un re e una regina. Possedevano tutto: un grande regno pacifico, un castello dalle bianche mura, l’amore della loro gente, l’amicizia di quelle creature che, da tempo immemorabile, abitavano i boschi e i fiumi prima degli uomini. Era la gente di Faerie, le Fate: abitavano le valli tra i monti, la foresta, il fiume, per lo più invisibili agli uomini. Il loro Re era temuto più di ogni altra cosa, tanto che il suo nome non veniva mai pronunciato.

Una Fata ama fare doni agli uomini, essere rispettata da questi, nonché ricambiata. Il favore del popolo di Faerie conciliava un clima ottimale, nel regno, e le stagioni si avvicendavano regolarmente.

Nonostante ciò la felicità dei reali non era completa, poiché desideravano sopra ogni cosa dei figli.

Sospiravano, affranti e sconsolati.

Un giorno, mentre la regina si bagnava nelle acque del lago, ecco venir fuori una rana, che le rivolse queste parole:

- Regina, avrai un figlio entro la fine dell’anno.

La donna si rivestì e, incurante della propria regale dignità, corse rapida al castello, per annunciarlo al suo sposo. Dopo qualche mese il suo ventre prese a gonfiarsi, finché non venne il giorno del parto. Le fasce accolsero un maschietto dagli occhi chiari, i capelli neri.

Il Re, fuori di sé dalla gioia, diede una grande festa nel castello: accorsero da ogni parte parenti e nobili, amici e favoriti, perché mai potesse essere dimenticato quel giorno così fausto.

Il salone dei banchetti risuonava di risa, discorsi e brindisi in onore del neonato, addormentato nella culla, tra coltri di seta ricamate in oro: era incredibile la tranquillità del suo viso, immerso nel rumore caotico della sala. Sembrava che nulla, magicamente, fosse in grado di turbare la sua tranquillità.

Squillarono le trombe, un araldo proclamò l’arrivo delle tre buone fate: Cera, Shirley e Milly. Re Carlo le aveva invitate affinché al Principe Lelouch non mancasse nessun dono, né umano né magico. Esse comparvero in un raggio di luce, volando verso i sovrani, inchinandosi a loro. Poi si volsero verso la culla.

La prima ad avvicinarsi al bambino fu la magnifica Cera, ammantata di un rosso scuro, slanciata nella sua solenne bellezza: augurò al bambino la bellezza, nell’anima e nel corpo. La seconda fu Shirley, che venne avanti con passo timido, stregata dall’aspetto del bambino, scorgendo in lui il futuro uomo dagli occhi violetti: augurò la padronanza in tutte le arti delle mani e della bocca. La terza fu la vivace Milly, che osservò il bimbo, sorrise, levò la bacchetta per dargli il proprio dono.

Un vento violento s’abbatté nella sala dagli alti soffitti, fece rovesciare calici e turbò l’incantesimo della terza fata. Una grande tempesta irruppe nel palazzo.

- È Re Schneizel…-, esclamò strozzata Shirley.

- Che cosa vuole qui!? -, si adirò Milly, sottovoce.

I portoni furono spalancati, i vetri delle finestre frantumati, e il pavimento ricoperto di brina pungente. Il Re delle Fate era avvolto in un lungo mantello nero. Il suo viso nobile era perfetto in ogni dettaglio: il naso dritto, gli occhi azzurri, i capelli biondi come l’oro. Il sorriso gentile, divertito, bruciava come ghiaccio secco. Di fronte ai reali, batté a terra il bastone d’inverno. Lo seguiva a pochissima distanza, il suo amasio, il suo schiavo, aiutante, la sua spia, un ragazzo giovane, bellissimo, con grandi occhi malinconici.

- Ma che bella adunanza re Carlo. Reali – fece un cenno alle loro grazie. – Nobili – agli invitati dei posti illustri. – Signori – verso tutti gli altri. – E… – rise elegante, volgendo appena indietro il capo, mentre il suo fedele si fece più vicino. – Ma che buffo! Perfino la plebe.

Milly scattò, Cera la trattenne per il mantello azzurro.

- Mi ha addolorato moltissimo di non ricevere un invito.

Non fece cenno di curarsi dello scatto della fata, carezzò il capo di Kanon, che gli si era premuto contro il fianco: cercava rifugio, spaventato dalla presenza di tanti esseri umani. Passò le dita tra i capelli più morbidi del velluto, per confortarlo.

- Non eri gradito! -, ribatté Milly.

- Non ero… Ma… - lo stupore negli occhi adamantini di re Schneizel tagliava, la sua risata morbida conficcava chiodi nel cuore di chiunque – Che situazione imbarazzante.

Giocò coi capelli, lunghi fino alle spalle, di Kanon.

– Speravo si trattasse puramente di una svista. Bhè… Se è così forse è meglio che me ne vada. -

Tenendo Kanon nella forza del proprio abbraccio, diede le spalle al trono.

La regina si portò una mano al petto, venne avanti.

- E… Non vi siete offeso, eccellenza…? -

- Ma no, maestà – Schneizel la guardò, sorridendo ampiamente – E per mostrarvi che non serbo rancore, anch’io voglio porgere un dono al bimbo. -

Le tre fate lanciarono un gemito di paura, stringendosi attorno alla culla.

- Ascoltate tutti quanti!-

Il re delle fate aprì le braccia, levando il bastone. L’amasio si scansò.

- Il principe invero – Schneizel si premette una mano al petto, piegando il capo in avanti – crescerà in grazia e bellezza, amato da tutti coloro che lo circondano. Ma… Prima che il sole tramonti sul suo sedicesimo compleanno, egli si pungerà il dito, con il fuso di un arcolaio, e morrà!

La regina si gettò sull’infante, stringendolo tra le braccia, il re ordino l’arresto del Re crudele, ma a nulla valsero gli sforzi pronti delle guardie: sparì, assieme al suo schiavo, in una vampa di fuoco velenoso, verde come il manto dei serpenti.

Erano tutti rimasti pietrificati, incapaci di gridare o piangere. Le candele tornarono ad accendersi magicamente, da sole, lacrime rigarono il volto degli invitati.

Prima che anche le guance reali potessero essere guastate dal pianto, Milly sollevò la bacchetta, chiamando ad alta voce il silenzio in sala. Tutti gli occhi erano puntati su di lei mentre parlò con determinazione al re e alla regina:

- Io non ho ancora offerto il mio dono, non disperatevi. -

- Puoi annullare la maledizione? -

La fata vestita d’azzurro scosse il capo.

- Purtroppo no, la magia del re è troppo grande. Principino, se la triste profezia si avverasse, bimbo mio… -

Prese a far ruotare la bacchetta, da cui si sparse un bagliore celeste, che il capo del principe.

- Non per questo morirai, ma nel sonno tu cadrai, e il tuo sonno cesserà, se l’amor ti bacerà. Sia questo il più fulgido dei tuoi doni, che la speranza mai ti abbandoni. -

Rincuorati, i sovrani si strinsero l’un l’altro. Gli ospiti furono ringraziati con doni in ricordo della giornata, tornò persino l’allegria e l’ottimismo, mentre fuori e dentro il palazzo gli uomini del re bruciavano ogni arcolaio presente nelle case della gente, affinché la maledizione del Re delle Fate non potesse avverarsi. Si fece sera, poi notte.

Le tre buone fate si riunirono, facendosi piccoline, in una casetta di ceramica, discutendo a bassa voce tra loro. Era stata Cera a ordinarlo: gli uomini avevano le loro vie, completamente insufficienti contro un essere potente come Schneizel. La situazione era invero molto delicata. Chi poteva immaginare una cosa del genere? Perché il Re si era così offeso? Loro stesse lo trovavano inspiegabile. Ma visto che avevano già un legame con quel Principe, non potevano venirvi meno, neanche per servire il loro Re. Contando, inoltre, che Schneizel non le aveva richiamate.

Erano dunque libere di agire come desideravano. Cera, velata di rosso, era silenziosa, mentre le altre due discutevano. Pose fine alle chiacchere dicendo:

- La maledizione del nostro Re non può certo essere evitata con un espediente così banale. -

- E allora cosa possiamo fare, noi? -, chiese terrorizzata e scossa la fata verde, Shirley.

- Ci sarà pure qualcosa che possiamo! - esclamò Milly, con gli occhi blu che scoppiavano di indignazione – Non possiamo permettere che il bambino subisca un fato così crudele!

- Ma certo. Però sarà rischioso, e ci costerà qualcosa di molto caro…-

Cera non finì la frase, lasciando cadere le parole nel silenzio teso.

- Che cosa? -, chiese immediatamente Shirley, bevendo un the, e cercando di placare i timori. Il verde dei suoi veli sembrava risentire di tutti i sentimenti contrastanti nel suo cuore, ora sbiadendo, ora scurendosi.

- Dovremmo andare nel castello del Re e trasformarlo in una statua di sale, tutte e tre! Non lo facevo così… insensato! Lui e quella sua dannata spia coi capelli rosa! -

Milly, amando l’azzurro detestava il rosa.

Cera scosse il capo, puntò il dito sul tavolo:

- Dobbiamo portare via il bambino, tenerlo nascosto nel fitto del bosco, rinunciando a usare la magia finché non avrà compiuto i sedici anni. Il nostro Re non penserà mai che abbiamo fatto tanto!

Shirley poggiò la tazza sul piattino, con mano tremante.

- Rinunciare alle nostre bacchette? Alle ali? Come possiamo…? -, chiese, titubante, ma già pronta a qualunque sacrificio, anche uno terribile come quello, per salvare la vita di Lelouch.

In modo inspiegabile, tutte e tre erano disposte alle più grande delle rinunce, per la salvaguardia di quel bambino.

Giocarono di sguardi. Milly ribatté ad alta voce:

- Non funzionerà mai! Se anche dovessimo riuscire a sopravvivere senza la magia, quel dannato Kanon leccapiedi è sempre pronto a servire Schneizel in qualunque modo, e gira oggi gira domani lo vedrebbe nel bosco, e riconoscerebbe il principe Lelouch! Non possiamo mica tenerlo chiuso dentro casa per sedici anni.

Cera intrecciò le dita in grembo: aveva già calcolato quella debolezza nel piano, e qui entrava in scena la parte migliore della sua idea.

- Riconoscerebbe un principe, ma non una ragazza che vive allevata dalle zie.

Shirley batté le mani sul tavolo, la tazza vuota si rovesciò su se stessa.

- Non possiamo trasformarlo in una ragazza!

La fata ammantata di rosso, l’elegante Cera, annuì.

- Certo che no. Però possiamo allevarlo come tale: vestiti, capelli lunghi. Gli salverebbe la vita, e alla fin fine un principe deve avere modi e sapersi comportare, una volta fuori pericolo gli spiegheremo tutto. L’importante è evitare la maledizione di Schneizel: se si pungerà, si addormenterà, e potrebbero passare secoli prima che qualcuno sfidi la maledizione caduta sul regno, per salvarlo. Sempre se gli uomini serberanno la memoria di quel che è successo, il che è altamente improbabile. Se Lelouch si pungerà, sarà perduto. Il suo sarà un sacrificio onorevole.

Milly ci rifletté sopra, e vi vide una saggezza un po’ folle.

Shirley era completamente arrossita. Pose la domanda.

- Dovremo cambiargli nome allora… Non sarà più Lelouch ma…-

Altro silenzio, si guardarono.

- Luluko. -


Così tutte e tre parlarono col re e la regina che, con il lutto nel cuore, concessero alle tre fate senza ali e bacchette di scivolare nelle ombre della notte, stringendo sul petto il piccolo Lelouch.

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Con lui poi andò alla chiesa
Ed il bimbo battezzò;
lo chiamarono Tristano;
poi narrò che in terre estranie
a imparare lo mandò
tutto quel che far sapeva
con le mani e con la bocca,
ed ogni sua educazione.

4249 – 4255, Tristano .

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Comments

( 6 comments — Leave a comment )
[info]mystofthestars wrote:
Oct. 21st, 2009 07:25 pm (UTC)
♥ ♥ ♥
Uhuh, dopo un inizio così pregusto già delle belle cose... ^3^
Il mondo di Faerie mi intriga moltissimo, sono molto curiosa di vedere come lo userai in questa storia *____*
Intanto, auguro buona fortuna a Luluko e alle tre fatine che cresceranno un tale amore di principin.. ehr, principessina... ♥
[info]indra_pavamana wrote:
Oct. 21st, 2009 08:15 pm (UTC)
Belle cose angst! ^___^

Faerie è Faerie, potrei scriverci una vita su, credo. I capitoli veramente fedeli alla fiaba disney sono solo i primi due, poi Faerie mi ha preso la mano e ho inserito altre cose (chi poteva resistere...?).

Luluko ringrazia molto e ti promette, nel secondo capitolo farà la sua piena vigorosa apparizione: neanche con un corpetto sa starsene tranquillo e buono.
[info]kuran_yuuki wrote:
Oct. 23rd, 2009 10:09 pm (UTC)
Eh, ma Lulu ormai ha fatto l'abitudine ai corpetti...ghghgh!XD

Finalmente l'amata fic sui telescher... ehm... sul Lj!*^*
*Si prepara ad altro angst a ondate e gonfia il canotto per navigarne le acque in sicurezza*
[info]indra_pavamana wrote:
Oct. 23rd, 2009 10:36 pm (UTC)
Sì esatto, ormai ne ha un armadio pieno XD! Vista la frequenza con cui li indossa, tanto vale averli a disposizione.

E' stata una faticaccia scriverla T_T, ho avuto tremila idee: Lulu dorme tranquillo nel suo lettino e, come al solito, chi fa i casini è Suzaku. ^__^

* braaaaaava vedo che hai capito *
[info]sispan wrote:
Oct. 25th, 2009 09:23 pm (UTC)
Alla buon'ora iniziavo a disperare XDXD Stupenda fic figlia mia, sai già come la penso in merito ma il pezzo "a imparare lo mandò
tutto quel che far sapeva
con le mani e con la bocca" mi fa morire ogni volta XD
[info]indra_pavamana wrote:
Oct. 26th, 2009 08:00 pm (UTC)
Ci tengo troppo a questo mio zuccherino (?) disneyiano! Mai disperare, mai! (Già sono un po' lenta e contemplativa di mio, in più l'università fa male, molto male...).

Quella nobile citazione letteraria avrà i suoi frutti più avanti. :D Anche se non sarà NC-17 perché siamo in una favola e certi termini non si usano! XD

Grazie per il costante sostegno cucciola. ^_^
( 6 comments — Leave a comment )

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