Rating: PG.
Prompt: Gemelli (per Dodici Segni).
Disclaimers: I personaggi non mi appartengono.
Note: Ehhh, Riku-Axel-Roxas-Sora si intrufolano nei miei sogni e nelle mie table. Non ho potuto rifiutarmi, pena la morte O.o. Axel specialmente adora farmi vilenza psicologica, chi sono io per dirgli di no?? E' una scheggia di una fanfic moolto lunga che prima o poi io e
Dedicata a: Sispan, aspettando di poterci lanciare insieme nell'Opera. ;)
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Un'occhiata fu abbastanza: due fagotti stretti l'uno all'altro, una testa bionda, una castana, intrecciati sotto le coperte come se fossero un unico corpo.
Axel si passò una mano dietro il collo, piegandolo di lato. Stiracchiò il braccio, poi si abbassò la zip del lungo impermeabile nero, togliendoselo di dosso. Come al solito, era pieno di sabbia, che sibilò leggera a terra. Lo piegò in modo approssimativo, lasciandolo cadere con un tonfo, e si mise a sedere davanti al fuoco.
Con i ragazzini aveva lasciato Riku, che adesso se ne stava a gambe incrociate per terra, con un po’ di carne sulle fiammelle guizzanti. Il bocconcino che si stava gustando doveva essere molto buono.
- Avete rubato un pollo dal villaggio?
Negli occhi argentati di Riku brillavano i riflessi del fuoco. Aveva le braccia lasciate scoperte dalla maglia di tessuto, sopra quella leggera, d'argento.
- No, Sora ha preso un coniglio.
- Si è messo a rincorrere un coniglio?, domandò, slacciandosi le scarpe, per nulla stupito. Era un ragazzino dall'energia quasi inumana.
Riku tolse dal fuoco un altro pezzetto di carne, mettendo via l'osso bianco che aveva tenuto tra i denti. Porse il cibo ad Axel, che scosse il capo.
- Quanto tempo ti rimane?
Era un argomento proibito, tra loro: sapevano entrambi che Axel era allo stadio terminale; presto, contro la sua volontà, il desiderio di lasciarsi andare avrebbe vinto, avrebbe cercato un posto in cui addormentarsi, lasciare che la trasformazione avesse il suo corpo. Era la verità di quelli che, come loro, erano najis, gli impuri: diventare un jinn, un demone. Ma molte cose, negli ultimi mesi, erano cambiate: i gemelli, Sora e Roxas.
Riku era preoccupato per Sora, Axel per Roxas. Erano poco più che ragazzini, non avevano esperienza, e non immaginavano che prima o poi le loro strade si sarebbero separate.
Sora era una fonte incredibile di energia pura, stava facendo andare giù di testa Riku, che ne sentiva il richiamo, e il desiderio di proteggerla. Roxas, invece, era come lui e Axel, ed era un najis da troppo poco, per sapere ancora come sarebbe cambiata sul serio la sua esistenza.
Axel sapeva di non poterli lasciare proprio ora. Riku avrebbe finito per sacrificare Roxas. E questo, Axel, non lo avrebbe permesso.
Si legò i capelli rossi, dietro il capo, con un laccio. Senza fretta. Riku aveva ripreso a mangiare, con la solerzia languida di un leone che ha tutto il pasto per sè, ed è quasi sazio.
- Abbastanza per metterli al sicuro.
Riku si leccò il labbro superiore, voltò la carne, prese a mordere dall'altro lato. Masticò, ingoiò, bevve un po' d'acqua.
- Prima o poi dovranno separarsi.
La voce di Riku era giovane, ma terribilmente seria. Gli occhi di entrambi erano puntati sui gemelli che dormivano tranquilli, stretti l'uno all'altro.
- No, se troviamo il modo di annullare il processo nel corpo di Roxas.
- Ci mancano ancora dei pezzi, per completare il rituale. E se davvero vuoi farlo officiare a Sora, qualsiasi cosa potrebbe andare storta.
- Riku, questa cosa si farà, che a te piaccia o no. È per questo che ti ho preso con me, è questo il nostro patto.
- E io non posso contravvenire.
Axel sorrise. Il sigillo sulla mano destra di Riku avrebbe perso effetto con la sua trasformazione in jinn, ma questo Riku non lo sapeva. Era una carta che doveva sfruttare fino in fondo.
- Esatto. Poi, Sora non te lo perdonerebbe, di aver abbandonato il suo gemello.
Riku si pulì le mani, seppellì gli ossi nella sabbia.
- Roxas ha cercato di renderlo come noi.
Axel stiracchiò le gambe, per nulla contento della scelta di termini: Riku non parlava più di infezione, ma di trasmissione. Non lo diceva apertamente, ma era felice della propria condizione. Con Sora accanto, e i rimedi che lui gli aveva fatto prendere sin dall'inizio, era convinto di poter andare avanti indefinitivamente in quello stato. Non aveva subito perdite di memoria della sua vita umana, godeva della perenne freschezza e vitalità di un najis, nonchè di una capacità percettiva formidabile, unita alla sua intuizione naturale. Già. Axel assottigliò gli occhi. Riku era convinto di essere abbastanza per sfuggire al destino che prima o poi lo avrebbe schiacciato.
- Lo abbiamo fermato. Ha capito il suo sbaglio. Sono solo ragazzini, è normale che non sappiano che cosa fanno, Riku. Succede anche a persone molto più esperte.
Riku spezzò un ramoscello, lo aggiunse al fuoco.
Axel si rimise in piedi, si avvicinò ai gemelli, inginocchiandosi sulla sabbia. Carezzò il viso di Roxas, che mosse gli occhi sotto le palpebre, voltandosi appena verso di lui.
- Roxy...
- Mhm.
Non era mai comunicativo, nel sonno. E poi era stanco: Axel sapeva che gli allenamenti lo sfinivano, e tutta l'attività di ricreazione era non meno impegnativa. Rise tra sé. Trasse da una tasca un ciondolo di giada, apprifittò della posizione del suo collo per allacciarglielo. Roxas aprì gli occhi, infastidito, ma non sembrava troppo in sè.
Axel gli poggiò una mano sugli occhi, prima che gli si aprissero completamente.
- Dormi bene.
Roxas lasciò andare un respiro, rilassandosi di nuovo. Axel gli baciò il capo, sistemandogli le coperte attorno la spalla.
Sembravano due normalissimi ragazzini. I capelli di Roxas ancora non si erano caricati di sfumature accese, come accadeva col tempo ad ogni najis.
Gemelli.
Axel nella sua lunga vita aveva visto molte volte legami così stretti distruggere uomini, najis, e avvelenare l'esistenza di molti jann. Tra un najis e un essere umano, poi, ogni passo era fatto di spine, e di dolore... Roxas se lo sarebbe tenuto tutto nel cuore? Perchè era difficile immaginare il sorriso sempre limpido di Sora macchiarsi in una smorfia di tristezza. Avrebbero capito in tempo quando sarebbe venuto il momento di lasciarsi?
A Riku aveva dovuto rispondere qualcosa in cui iniziava a non credere più.
Axel sentiva il petto divenirgli più freddo, ogni notte. Se non ci fosse stato Roxas, probabilmente sarebbe già diventato un jinn.
Doveva fare in tempo. Solo nel mito i gemelli potevano dividere la sorte di entrambi, sei mesi nell'Ade, sei in cielo.
Lì, nel deserto, la vita era molto più crudele.


Comments
facciamo il 99%?
^_-
spero tanto che ci sia un continuato, non vedo l'ora di leggere più avanti!!
Sì, lo so, sono andata. ;)